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Dal Pizza Day al German Day: quando a bruciare miliardi è lo Stato

💼 Il fatto: 49.858 BTC venduti dallo Stato tedesco

Tra il 19 giugno e il 12 luglio 2024, il governo federale tedesco ha avviato e completato una delle più grandi liquidazioni pubbliche di Bitcoin mai registrate: 49.858 BTC venduti attraverso transazioni multiple, tracciate in tempo reale su blockchain.

Questi Bitcoin provenivano dal sequestro di fondi legati alla piattaforma pirata Movie2K, attiva oltre dieci anni fa. La custodia era passata in mano statale, e dopo oltre un decennio, si è deciso di liquidare l’intera riserva. Ma il tempismo lascia perplessi.


📅 Tempistiche e modalità

Il tutto è avvenuto nel giro di meno di un mese, con invii graduali verso exchange centralizzati come Kraken, Coinbase e Bitstamp. Le transazioni sono state pubbliche e monitorate da decine di analisti su Arkham, Glassnode e Twitter.

Il comportamento del wallet governativo è stato chiaro: vendere tutto, velocemente. Una strategia più simile a uno scarico forzato, che a una gestione patrimoniale.

📉 Prezzo medio realizzato: circa 57.900 USD per BTC💰 Valore incassato: 2,89 miliardi di dollari


📈 Il confronto: quanto valgono oggi quegli stessi BTC?

Alla data attuale (luglio 2025), Bitcoin ha superato la soglia dei 118.000 dollari.

Se lo Stato avesse mantenuto la posizione anche solo per 12 mesi, il valore attuale dei 49.858 BTC supererebbe i 5,8 miliardi di dollari.

📌 Differenziale mancato: almeno 3 miliardi di dollari.🔥 Bruciati con piena consapevolezza.

🤔 Un’osservazione logica

Siamo davanti a una scelta incoerente con qualsiasi principio di gestione patrimoniale razionale.

  • Nessun fondo serio avrebbe venduto un asset in piena fase di accumulo e crescita.

  • Nessun family office avrebbe liquidato così velocemente una riserva storica, proprio quando il ciclo del mercato indicava una potenziale esplosione rialzista.

Eppure lo Stato tedesco, probabilmente per ragioni burocratiche o politiche, ha fatto esattamente questo.


Quello che doveva essere un “rientro economico” da asset sequestrati, si è trasformato in una delle peggiori operazioni finanziarie pubbliche del decennio.

E non stiamo parlando di un errore da milioni.

Stiamo parlando di miliardi, che sarebbero potuti restare in mano pubblica e generare valore, o essere gestiti con maggiore intelligenza.

  1. Screenshot delle vendite su Arkham Intelligence (zoom su transazioni verso Kraken, Coinbase, Bitstamp) The Defiant+15CCN.com+15World Stock Market+15

  2. Grafico con cronologia del wallet: bilancio in calo da 49.858 BTC a zero Bitbo+9Analytics Insight+9Facebook+9

Queste immagini mostrano chiaramente:

  • I trasferimenti graduali dal wallet “German Government (BKA)” a exchange e OTC desk tra giugno e luglio 2024.

  • La curva di vendita: il wallet passa da quasi 50k BTC a zero in poche settimane.



🧠 La riflessione: chi gestisce soldi pubblici... studia davvero?

Questa vicenda non è solo una cronaca di mercato. È una lezione chiara di mancanza di cultura finanziaria a livello istituzionale.

In un mondo dove le criptovalute – e in particolare Bitcoin – sono ormai considerate asset strategici da banche centrali, fondi pensione, corporate e famiglie private, vedere uno Stato liquidare migliaia di BTC nel mezzo di un bull market fa riflettere.


🔍 Dove sta il vero problema?

La Germania non ha sbagliato a vendere Bitcoin. Ha sbagliato come e quando farlo, dimostrando di non riconoscere ciò che aveva tra le mani: un asset scarso, liquido, trasparente, deflattivo, non censurabile, apprezzato a livello globale.

È come trovarsi con lingotti d’oro in cassaforte e venderli a metà prezzo… quando il mercato ne domanda sempre di più.


💭 E il cittadino?

Chi si fida ciecamente delle istituzioni – nella gestione del denaro, del risparmio, del potere d'acquisto – è in balia di scelte miopi. Decisioni prese da chi spesso non ha alcuna esperienza diretta sui mercati, ma si limita a “smaltire” risorse per questioni amministrative, senza visione strategica.

Nel frattempo:

  • I fondi d'investimento accumulano Bitcoin come riserva.

  • Le multinazionali lo usano per proteggere i bilanci.

  • Le famiglie che si informano, iniziano ad allocare parte dei risparmi con intelligenza.

E chi invece aspetta che qualcun altro decida per lui… resta indietro. In silenzio.

📌 Bitcoin non è più un gioco per nerd. È una riserva alternativa di valore. È uno strumento di copertura monetaria. È un asset fuori dal controllo dei tassi, delle banche centrali, dei debiti pubblici.


🛠 Ma serve solo Bitcoin?

No. Serve educazione.

L’obiettivo non è dire “compra BTC e basta”.L’obiettivo è capire cosa stai facendo, perché lo fai, e con che strategia. Serve un metodo. Serve tempo. Serve chiarezza.

E, soprattutto, serve una cultura del patrimonio che oggi – purtroppo – manca ancora a molti… anche a chi governa.


😅 Il lato ironico: Pizza Day 2.0

Nel 2010, 10.000 BTC per due pizze.Nel 2024, 49.858 BTC venduti “per smaltire riserve”.

Ogni ciclo, la sua leggenda.

Questa volta, però, non è stato un utente ingenuo. Ma uno Stato.

Chi ha venduto? La Germania.Chi ha comprato? Investitori privati e fondi.Chi ci ha perso? I contribuenti.Chi ci ha guadagnato? Chi ha studiato e capito prima.

🔗 MORALE: la blockchain non dimentica. Il mercato nemmeno.



🔍 Cosa insegna questo a noi?

Semplice:

  • Non basta essere in regola. Serve essere competenti.

  • Non basta essere parte del “sistema”. Serve una visione.

  • Non serve diventare trader. Serve capire ciò che si fa.

E qui entra in gioco quello che facciamo noi.



🚀 ID Service: educazione, strategia, consapevolezza

ID Service è un ecosistema educativo nato per aiutare chiunque – anche chi parte da zero – a:

  • capire Bitcoin e altri asset

  • costruire strategie di lungo periodo

  • proteggerli fiscalmente e operativamente

  • evitare gli errori che costano caro… anche a chi ha miliardi

👉 I nostri percorsi sono pratici, semplici, guidati.👉 Niente fuffa, solo strumenti utili per diventare autonomi.


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